GENIUS LOCI, appuntamenti ai Musei di Artimino e della Deportazione giovedì 9 e venerdì 10 aprile

Conferenza con Luigi Donati per entrare nelle case degli Etruschi. A Figline il mito della prima Italia nell’immaginario fascista

La vita al tempo degli Etruschi e la fascinazione che l’Italia fascista costruì sull’identità italica, che assimilava anche l’origine etrusca. Prosegue con tematiche molto diverse fra loro ma altrettanto interessanti il percorso della rete Musei di Prato alla ricerca della vitalità dello spirito etrusco.

Il progetto partecipato e sostenuto dalla Regione Toscana “Genius Loci” vede gli 8 musei della Rete condurre insieme un viaggio fra cultura, arte, scienza e memoria, che valorizza la vocazione multidisciplinare del sistema rinnovando, a quarant’anni da “Progetto Etruschi 1985”, l’interesse per una parte fondamentale della storia toscana.

Per il Museo Archeologico di Artimino Francesco Nicosia l’appuntamento è per giovedì 9 aprile alle 21 al Centro didattico polifunzionale di Artimino (via della Chiesa 2, Carmignano) con la prima di un ciclo di conferenze dal titolo Aspetti della vita nel mondo etrusco. Dopo le grandi mostre sugli Etruschi del 1985, che rimangono una pietra miliare, nuove scoperte hanno arricchito le nostre conoscenze su questa civiltà. Proprio ad alcune di queste ricerche è dedicato il ciclo che inizia con Luigi Donati, professore emerito di Etruscologia dell’Università di Firenze, che ci farà entrare “Nelle case degli Etruschi”.

Venerdì 10 aprile alle 17.30 è la volta del Museo della Deportazione e Resistenza con la presentazione del libro di Andrea Avalli (premio Sissco Opera prima 2025), dal titolo “Il mito della prima Italia”. Introduce Matteo Mazzoni, direttore dell’Istituto Storico Toscano della Resistenza e dell’età contemporanea, modera Luca Bravi, Museo della Deportazione.

Nell’immaginario storico elaborato sotto il fascismo, gli Etruschi hanno avuto uno spazio originale. Nonostante le incertezze sull’interpretazione della loro lingua e sulle loro origini e la prevalenza in Europa della tesi della provenienza orientale, nell’Italia fascista artisti, scrittori e studiosi hanno sviluppato un consenso nazionalista sull’assimilazione degli Etruschi all’interno dell’identità italica, posta alle radici nazionali e razziali del popolo italiano.

Con la persecuzione antiebraica, è stata in particolare l’ipotesi dell’origine orientale a essere avversata, per evitare di ammettere l’esistenza di corpi estranei nella composizione etnica italiana. Il libro ricostruisce questa storia e i suoi esiti culturali nell’Italia repubblicana e della Guerra fredda.

Sarà presente l’autore. Ingresso libero fino ad esaurimento posti. Per informazioni 0574 461655.

Il programma, anche nella versione suddivisa per museo, si può consultare e scaricare dal sito www.retemuseidiprato.it