GENIUS LOCI, al Mumat di Vernio “Intrecci di stile”. Moda, costume e tecniche produttive etrusche

Venerdì 22 maggio alle 21 l’incontro su artigianato e tecniche tessili

Luisa Ciardi con uno dei pannelli della mostra

Non poteva che essere il Mumat, il museo delle macchine tessili, ad esplorare il mondo della moda etrusca e le tecniche di produzione della stoffa nel mondo antico. Venerdì 22 maggio alle 21 si rinnova infatti l’appuntamento con il museo di Vernio con un incontro dal titolo “Intrecci di stile: moda, costume e tecniche produttive al tempo degli etruschi” a cura della Fondazione CDSE, coordinatore scientifico del museo del Comune di Vernio. Si tratta di una delle tappe del percorso della Rete Musei di Prato Genius Loci, Vitalità dello spirito etrusco che a Vernio si declina nel solco della tradizione tessile del distretto.

Il telaio in legno ricostruito sul modello etrusco

Dopo l’introduzione a cura di Luisa Ciardi, storica della Fondazione CDSE, l’archeologa Maria Antonia Serafini del Museo Archeologico di Artimino si addentrerà nel tema, delineando le caratteristiche del costume etrusco e della sua realizzazione. L’incontro infatti analizza l’affascinante tema dell’artigianato tessile e dell’evoluzione del costume e dell’eleganza nel corso della storia della civiltà etrusca, alla luce del racconto delle fonti storiche. Esploreremo come abiti, accessori e moda siano il riflesso della società etrusca e della sua evoluzione tra reperti archeologici, fonti iconografiche e testimonianze artistiche. Ingresso libero fino ad esaurimento posti.

All’interno del Mumat inoltre è visitabile l’allestimento “Intrecci etruschi”, una serie di pannelli creati per l’occasione che ripercorrono, con bellissime immagini, la storia antica della tessitura e della colorazione dei tessuti e quella degli insediamenti etruschi nel nostro territorio basandosi su alcune preziose raffigurazioni che permettono oggi di ricostruire gli strumenti tessili e il loro funzionamento. In particolare il trono ligneo di Verucchio (RI), rarissimo oggetto del periodo villanoviano-etrusco (VII secolo a.C), decorato con incisioni di vita aristocratica, tra le quali una scena di tessitura a telaio verticale, bifronte, intagliato con teste di serpenti, di anatre e di scimmie, davanti al quale lavorano due donne. A questa raffigurazione si ispira il telaio verticale ricostruito con il legno dei boschi della Val di Bisenzio, corredato di pesi che tengono in tensione i fili in argilla che fa parte dell’allestimento. Nell’antichità le operazioni di lavaggio, cardatura e pettinatura delle fibre erano compito delle ancelle, mentre la tessitura era solitamente riservata a donne di rango più elevato. A partire dal X secolo a.C. i corredi tombali etruschi confermano la vocazione delle matrone per le lavorazioni tessili: tra gli oggetti funebri femminili comuni sono i ritrovamenti di uno o più strumenti dell’attrezzatura tessile come rocchetti per filo, fuseruole, spesso con ricercate decorazioni in ambra e osso, coltellini, forcelle o tavolette per tessere.

Il progetto partecipato e sostenuto dalla Regione Toscana “Genius Loci” vede gli 8 musei della Rete condurre insieme un viaggio fra cultura, arte, scienza e memoria, che valorizza la vocazione multidisciplinare del sistema rinnovando, a quarant’anni da “Progetto Etruschi 1985”, l’interesse per una parte fondamentale della storia toscana.

Il programma, anche nella versione suddivisa per museo, si può consultare e scaricare dal sito www.retemuseidiprato.it