A conclusione dell’esposizione di Carlo Carli “Umanità perduta e abbandonata”, mostra allestita fino al 6 gennaio al Memoriale delle Deportazioni di Firenze, l’artista versiliese ha donato due opere alla Fondazione Museo della Deportazione e Resistenza – Luoghi della Memoria Toscana.
I lavori, realizzati entrambi nel 2025, focalizzano le sofferenze della nostra contemporaneità, affrontando i temi dell’umanità ferita e abbandonata e di giudizio universale e deportazione, temi oggi particolarmente sentiti e che s’impongono dolorosamente sul piano a internazionale.
Si tratta di dipinti su tela (90×120) che rappresentano citazioni di due opere di immenso valore: un particolare “Fine dei tempi” del Giudizio Universale della Cappella Sistina di Michelangelo e il Galata morente di Epigono, copia romana di una scultura di epoca ellenistica, conservata ai Musei Capitolini di Roma.
La cerimonia di donazione si è svolta venerdì 9 gennaio 2026 nella sede del Memoriale delle Deportazioni di Firenze. I dipinti sono stati consegnati da Carlo Carli – artista che si è formato agli istituti d’arte, oggi licei artistici, di Pietrasanta e Firenze Porta Romana frequentando nella stessa città l’Accademia di Belle Arti – al presidente Massimo Chiarugi e a Enrico Iozzelli.
“Mi sembra doveroso esprimere un doppio ringraziamento a Carli, per aver scelto e chiesto di esporre le sue opere all’interno del Memoriale, per il quale la nostra Fondazione con la collaborazione della Regione Toscana è fortemente impegnata in una opera di promozione e conoscenza, e per la bella donazione di due sue opere, di indubbio valore artistico, che sarà nostra cura conservare e valorizzare al meglio – ha dichiarato il presidente Chiarugi – Lavori, come tutta la mostra, che si pongono in dialogo espressivo con l’opera custodita al Memoriale di Pupino Samonà, integrandosi perfettamente al contesto museale”.
“Ospitare una mostra di miei dipinti all’interno del Memoriale rappresenta un momento di intenso e profondo significato umano, civile e culturale ancor prima che artistico – aggiunge Carli – “I bambini e le donne sono le vittime più indifese quali strumenti di guerra, ma anche vittime di migrazioni forzate a causa delle guerre stesse, della povertà, dei cambiamenti climatici e delle discriminazioni, tutto per aberranti e mostruosi disegni di potere. Non possiamo non vedere, non possiamo essere indifferenti”.
La mostra aveva il patrocinio del Parco Nazionale della Pace di Sant’Anna di Stazzema.

Redazione
Moira Pierozzi
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